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RASSEGNE STAMPA: IL PARLAMENTO AVALLA LA PIRATERIA CONTRO I GIORNALI
Rassegne stampa: il Parlamento avalla la pirateria contro i giornali

Il Parlamento ha ieri rigettato la norma, proposta dal Governo e dalla Commissione competente, che prevedeva un pagamento a carico dei soggetti che realizzino rassegne stampa e a favore degli editori dei giornali e degli autori degli articoli.

Contestando tale decisione, la Federazione Italiana Editori Giornali affema che "ancora una volta il Parlamento italiano si è rifiutato di tutelare la stampa italiana contro il saccheggio sistematico dei suoi contenuti operato da chi, comperando una copia del giornale che è costata soldi e fatica a chi la ha realizzata e la ha scritta, la moltiplica, a costi irrisori, attraverso le fotocopie in un numero enorme di esemplari. Va segnalato alla pubblica benemerenza chi si è particolarmente distinto in questa operazione, che per ironia della sorte avviene nell'ambito di una norma "antipirateria", e in particolare il deputato Enrico Parrelli secondo il quale "essendo la rassegna stampa di per sè un'opera dell'ingegno essa è tutelata dal diritto d'autore" e "le rassegne stampa fanno propaganda ai giornali e, quindi, non solo non arrecano nocumento, ma anzi arrecano un vantaggio agli autori e agli editori di giornali". Splendido ragionamento, in base al quale tutta la proprietà intellettuale e la relativa tutela sono da mettere in soffitta, perchè, ad esempio, anche l'esecuzione di una musica di un compositore è un'opera dell'ingegno e anche essa "fa propaganda" al compositore; anche in quel caso, quindi, non si dovrebbe pagare nulla al compositore e all'editore del disco. "Questa norma è una follia!" ha perentoriamente affermato l'On. Parrelli, dimenticando o ignorando che in analoga follia sono incorsi decine di paesi europei e sta per incorrere l'Unione Europea.

Complimenti, comunque, all'On. Parrelli, visto che la sua tesi ha riscosso grande successo e la sua proposta è stata approvata a larghissima maggioranza, a conferma di quanto diffusa sia nel Parlamento italiano la coscienza della necessità di tutelare la stampa italiana almeno quanto è tutelata quella degli altri Paesi. Altro che legge "per" l'editoria! Basterebbe non fare le leggi "contro" l'editoria."



  
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