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PUBBLICITA' SUGLI APPALTI: COLPO DI SPUGNA AL SENATO
Pubblicità sugli appalti: colpo di spugna al Senato

Nella seduta del 6 luglio il Senato ha approvato il disegno di legge sulla semplificazione dei procedimenti amministrativi, all'interno del quale è stata inserita una norma che, nel prevedere la pubblicazione su un sito informatico delle notizie relative alle gare e ai bandi dei lavori pubblici, elimina l'obbligo di pubblicazione delle stesse notizie sui giornali che era stato previsto dalla cosiddetta "Merloni ter". E' stata così cancellata - commenta la Federazione Editori Giornali - con un colpo di spugna, una normativa che era appena entrata in vigore, dopo aver superato un travagliato iter parlamentare ed amministrativo. A proporre questa modifica è stato il Sen. Iuliano, che per sostenerne l'approvazione ha formulato gravi accuse nei confronti della stampa, sostenendo che "la carta stampata è indotta ad essere più gentile ed attenta nei confronti di quegli enti che utilizzano le loro testate" e che "in questo settore si sta diffondendo un vero e proprio mercato immorale". Il Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali ha decisamente reagito a queste affermazioni, affermando che "l'immoralità è proprio di chi vuole impedire la trasparenza della gestione degli appalti e il controllo democratico da parte dei cittadini su tutto ciò che riguarda l'utilizzo del denaro pubblico. Diffondere esclusivamente attraverso un sito informatico le notizie sugli appalti significa riservare le comunicazioni ad una categoria ristrettia di cittadini e, per giunta solo a quei cittadini che cercano quelle notizie, mentre la pubblicazione sui giornali raggiunge tutti, anche i non addetti ai lavori ed anche coloro che non cercano quelle specifica notizia. Per coprire questa manovra antitrasparenza, il Sen. Iuliano, insulta i giornali, chi li scrive e chi li edita".

"Se "mercato immorale" c'è - conclude il Presidente della Fieg - è tra chi vuole gestire gli appalti al riparo del controllo dell'opinione pubblica e chi lo consente con leggi fatte su misura per chi teme la trasparenza e prospera nell'opacità". L'auspicio della Fieg è, comunque, che la Camera ripristini il testo che era stato proposto dalla Commissione competente, secondo il quale la pubblicazione sul sito informatico si deve aggiungere alle altre forme di pubblicità, non sostituirle: un modo, insomma, per aumentare la trasparenza non per ridurla o annullarla, come farebbe il testo approvato dal Senato.


  
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